Nozze di Cana

 

Nel rito ambrosiano, dopo il Tempo del Natale (che termina con la prima domenica dopo l’Epifania in cui si ricorda il Battesimo di Gesù) inizia il Tempo dopo l’Epifania.

Le domeniche del Tempo dell’Epifania sono numerate tenendo conto che la domenica del Battesimo di Gesù ha il numero uno. La prima domenica del Tempo dell’Epifania assume quindi numero due.

In questa domenica il rito ambrosiano, come da antica tradizione, si ricordano le Nozze di Cana o il Miracolo di Cana.

 

Nel rito romano il racconto delle Nozze di Cana è fissato:
– negli anni A e B nella liturgia feriale, il 7 gennaio;
– nell’anno C nella liturgia festiva, la seconda domenica del tempo ordinario, cioè la domenica seguente a quella del Battesimo di Gesù.
Il 7 gennaio 2018 (Anno B) è domenica per cui viene ricordato il Battesimo di Gesù e non le nozze di Cana.

 

Questo episodio è anche il Secondo Mistero Luminoso del S. Rosario.

 

 

Vangelo di Giovanni 2, 1-11

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno vino”. E Gesù le rispose: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”. Sua madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le anfore”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto”. Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora”.
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

 

Il testo seguente l’ho scritto basandomi su quanto detto da Giovanni Paolo II nelle Udienze Generali del 26 febbraio e del 5 marzo 1997 (per leggere i testi originali si può cliccare i due link indicati nella sitografia).

 

Nell’episodio delle Nozze di Cana Maria partecipa alla vita pubblica di Gesù invitandolo a compiere il primo miracolo. L’evangelista Giovanni pone in risalto la sua cooperazione alla missione del Figlio infatti fin dall’inizio del racconto avverte che c’era la madre di Gesù. E tale cooperazione si estende in tutta l’opera di Cristo: Maria è presente all’interno del disegno divino di salvezza.

Gesù pare invitato alle nozze a causa della presenza di Maria infatti nel brano evangelico c’è scritto che “anche” Gesù viene invitato coi suoi discepoli. E’ quindi Maria che, come nell’evento fondamentale dell’Incarnazione, introduce il Salvatore, in maniera discreta e materna.

Maria manifesta coraggiosa la sua fede perché chiede a Gesù, che non aveva vino a disposizione e che non aveva operato alcun miracolo fino a quel momento, un intervento straordinario. Considerando la condizione di inferiorità della donna nella società di quel tempo, la sua iniziativa appare ancora più sorprendente.
Gesù riconosce la sua dignità e il suo ruolo di Madre e le offre la possibilità di essere partecipe all’opera messianica.
Ottenendo questo primo segno prodigioso, precede i discepoli nella fede e li sostiene nel credere a suo Figlio. Inizia così il cammino della Chiesa.

Il termine “Donna” con cui Gesù si rivolge a Maria non ha alcuna connotazione negativa: viene usato da Gesù nei confronti di Maria ai piedi della Croce (Giovanni 19, 26). Lo usa anche nei dialoghi con la Cananea (Matteo 15, 28), con la Samaritana (Giovanni 4, 21), con l’adultera (Giovanni 8, 10) e con Maria Maddalena (Giovanni 20, 13), cioè in situazioni in cui Gesù ha un rapporto positivo con le sue interlocutrici.

Diverse sono le interpretazioni della motivazione data da Gesù: “Non è ancora giunta la mia ora”.
Alcuni, come sant’Agostino, identificano tale “ora” con l’evento della Passione. Per altri Gesù sta facendo intendere che non dipende più da lei, ma che deve iniziare a fare le opere del Padre.
Come nel racconto della Cananea, l’apparente rifiuto di Gesù esalta grandezza delle fede delle due donne.

Maria invita i servitori a seguire docilmente le richieste di Gesù e la loro obbedienza contribuisce al miracolo. Gesù mostra la sovrabbondanza con cui il Signore risponde alle nostre attese.
Maria esorta anche noi a una fiducia senza esitazione, anche quando non si comprendono il senso e l’utilità di quanto Gesù ci chiede.

Il primo segno operato da Gesù annuncia, con la trasformazione dell’acqua destinata alla purificazione dei Giudei che diventa il vino nuovo del banchetto nuziale, simbolo della definitiva Alleanza fra Dio e l’umanità, alludendo al vino dell’Eucaristia, segno supremo della presenza del suo Figlio risorto tra i discepoli.

 

 

E’ possibile leggere un mio riassunto del capitolo XXVII – LE NOZZE DI CANA del libro L’EVANGELO DI NOSTRA DONNA del cardinale Ildefonso Schuster (edito da Ricordi Officine Grafiche S.p.A., 1954) qui:

https://www.cosepiccoledilorenza.it/iconografia/raccolta-di-immagini/28-maggio-2017-qualsiasi-cosa-vi-dica-fatela/

 

 

Bibliografia:
Bibbia

Sitografia:
per il tempo liturgico:
http://it.cathopedia.org/wiki/Tempo_Dopo_l%27Epifania

per i testi delle udienze generali di Giovanni Paolo II:
https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1997/documents/hf_jp-ii_aud_26021997.html
https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1997/documents/hf_jp-ii_aud_05031997.html

 

 

 


Nozze di Cana
miniatura del Codice 5, Manoscritto del XIII
Monastero di Iveron, Monte Athos

fonte immagine:
http://vizantinaistorika.blogspot.it/2014/07/blog-post.html

 

 


Nozze di Cana
miniatura del Codex Egberti, foglio 20,  980-993
Scriptorium dell’Abbazia di Reichenau, ora nella Biblioteca Nazionale di Treviri, Germania

fonte immagine:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Codex_Egberti_fol._20v.jpg?uselang=pl

informazioni sul Codex Egberti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Codex_Egberti

 

 


Nozze di Cana
miniatura del Lezionario W.535, XVI secolo
conservato in The Walters Art Museum (Baltimora, Maryland, USA), fol. 20R
E’ uno dei ventisei manoscritti copiati nel 1594 a Buzau (Romania) dal calligrafo greco Luca cipriota (attivo 1583-1625).

fonte immagine:
https://hiveminer.com/Tags/manuscript%2Cottoman

informazioni e altre immagini del Lezionario W.535:
http://art.thewalters.org/detail/39452

 

 

   
Nozze di Cana
miniatura, foglio 20v, 1327-1335
Bibbia di Holkham o Holkham MSS 666 (MSS o MS = Manoscritto)
provenienza Biblioteca del conte di Leicester, Holkham Hall, Norfolk; acquistata nel 1952 dal British Museum, Gran Bretagna

fonte immagini:
Pinterest
https://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/ILLUMINBig.ASP?size=big&IllID=34306

informazioni sul manoscritto:
https://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/record.asp?MSID=8743

 

 


Nozze di Cana
mosaico, XV secolo
Chiesa di San Salvatore in Chora, Instanbul (Turchia)

fonte immagine:
https://wordscene.files.wordpress.com/2012/10/dsc0507.jpg

 

 


Nozze di Cana
affresco, 1376-1378
autore Giusto de’ Menabuoi
Battistero di Padova

fonte immagine:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Giusto_de%27_menabuoi,_nozze_di_cana,_1376-78,_battistero_di_Padova.jpg

 

 


Nozze di Cana
dipinto su muro, 2000-2009
autore Vladimir Grygorenko
St. Seraphim Orthodox Cathedral, Dallas, Texas

fonte immagine:
http://fortworthbishopbooks.blogspot.it/2012/03/dangerous-document.html

altre immagine della Cattedrale sul sito dell’autore:
https://www.orthodox-icon.com/projects/st-seraphim

 

 


Nozze di Cana
affresco, 1384-1390
autore Cyr Manuel Evgenikos
Chiesa di Saint-Sauveur a Tsalenjikha, Georgia

fonte immagine:
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Eglise_du_Saint-Sauveur,_transept_sud_les_noces_de_Cana,_fragment._G%C3%A9orgie,_Tsalendjikha.jpg

 

 

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